conservazione sostitutiva vantaggi

Utilizzare un sistema di archiviazione, gestione documentaleconservazione sostitutiva a norma di legge permette di creare, emettere, gestire, archiviare e conservare documenti in formato digitale (siano essi nativi o cartacei acquisiti tramite scanner).

Tra i documenti che possono essere mandati in conservazione a norma di legge troviamo anche le fatture elettroniche, anche se deve essere fatta una distinzione tra fatture elettroniche destinate alla PA (fepa) e quelle emesse da un professionista/azienda verso altro soggetto titolare di partita IVA o un privato (fattura B2B).

Per le fepa, dal 31 Marzo 2015, è entrato in vigore l'obbligo di un percorso che richiede che la fattura destinata ad una PA venga presa in carico, accettata dal Sistema di Interscambio (SdI) e poi smistata alla specifica Amministrazione. Per questo tipo di fatture la legge prevede che, una volta processate, vengano archiviate e conservate digitalmente secondo i termini di legge.

A partire da Gennaio 2019 questa procedura diventerà obbligatoria anche per lo scambio di fatture tra imprese e tra privati.

La conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche

La conservazione sostitutiva a norma di legge comprende un insieme di procedure informatiche che garantiscono nel tempo l’integrità e validità dei documenti emessi, archiviati e conservati digitalmente. In questo modo una fattura elettronica assume lo stesso valore legale di una fattura cartacea tradizionale, ma aggiunge notevoli vantaggi in termini di tempo, spazio e costi.

Scegliendo di portare in conservazione sostituiva i propri documenti, si potrà liberare tutto lo spazio occupato fisicamente dai documenti cartacei, oltre ad eliminare il rischio di smarrimento e rendere più veloce e facile la ricerca dei documenti. 

Differenza tra fattura digitale e fattura cartacea tradizionale

Scegliendo di digitalizzare le fatture si avrà un passaggio dalla tradizionale fattura cartacea con firma, timbro e marca da bollo, ad una fattura in formato digitale sottoscritta con firma digitale e su cui si utilizzerà un bollo virtuale. Nel momento in cui verrà mandata in conservazione, inoltre, verrà apposta una marca temporale (timestamp), che certifica l'orario e data in cui il responsabile ha creato il file elettronico.

Il processo di conservazione digitale rende quindi un documento non deteriorabile nel tempo e garantisce integrità ed autenticità: può essere applicata non solo alle nuove fatture, ma può essere utilizzata anche per trasferire e processare in modo informatico anche fatture cartacee precedentemente emesse.

Come archiviare e conservare le fatture elettroniche

Chiunque emetta una fattura verso la Pubblica Amministrazione (e da gennaio 2019 anche vero imprese e privati), è obbligato ad emetterla in formato elettronico specifico per la fatturazione elettronico, secondo quanto stabilito dalla legge, ma anche a portarla in conservazione sostitutiva.

Allo stato attuale, anche chi emette fatture verso privati può scegliere di avvalersi della fatturazione elettronica e della conservazione sostitutiva. Un professionista, società o impresa che voglia avvalersi della fatturazione elettronica e del processo di conservazione, deve apporre sul file la marca temporale (che identifica data e orario di creazione del file elettronico) e la firma digitale (per garantire la paternità di chi ha redatto la fattura). Se una fattura cartacea viene perfezionata con la consegna del documento, quando si ha a che fare con una fattura elettronica il perfezionamento avviene con la trasmissione del documento attraverso specifici processi informatici, che rendono il documento immodificabile dopo la trasmissione e la ricezione da parte del destinatario.

Fatture elettroniche e copia conforme

Per quanto riguarda gli operatori commerciali che desiderano trasferire su supporto informatico le fatture cartacee, devono seguire quanto riportato nell’articolo 4 del Dm. Tale riproduzione, per essere regolare ed avere valenza legale, deve presentare la firma digitale oppure la firma elettronica basata sui certificati rilasciati dalle Agenzie fiscali.

Il procedimento da seguire è il seguente:

  • Emettere la fattura originale con il software.
  • Apporre la firma digitale.
  • Indicizzare la fattura: indicare numero progressivo, Partita IVA del cliente/fornitore, servizio/prodotto, per renderla subito rintracciabile nel sistema di gestione documentale.
  • Inserire il documento nell'apposito lotto di conservazione (cioè un insieme di fatture elettroniche emesse nello stesso spazio temporale)
  • chiusura del lotto con marca temporale e firma digitale da parte del Responsabile della conservazione sostitutiva, ai sensi della delibera CNIPA n. 11/2004 e confermata nel 2009 dalla Agenzia delle Entrate, che individua come responsabile e garante del processo di conservazione il contribuente che emette la fattura.

A questo punto la copia cartacea può essere eliminata.

Il sigillo di “copia conforme” all’originale, ai fini fiscali, va sempre posto da un notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato.

 

Fonte: Guidafisco

 

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